Forme solide
 
La tridimensionalità in sole due dimensioni
 
in Grafica | Correzione elaborati
25/12/2012 11:37 - Di: Nicola Seta

  Nicola Seta
Tutor di Grafica
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Questa settimana vorrei prendere in esame assieme il lavoro postato da marco, intitolato Progetto Graficamente 18, per parlare brevemente di alcuni argomenti interessanti sia dal punto di vista della presentazione di un progetto, sia dal punto di vista progettuale vero e proprio.

Il lavoro di Marco consiste nello studio e nel progetto grafico di un'etichetta per shampoo.
Partiamo da alcune considerazioni riguardanti la presentazione vera e propria del progetto nel suo insieme.
L'autore presumo abbia voluto innanzitutto riprodurre la forma e la tridimensionalità del contenitore dello shampoo, prima ancora di affrontare il progetto grafico della sua etichetta.
Ha quindi definito una silhouette per il contenitore, provvista di parti convesse e concave, che lasciano immaginare la tridimensionalità dell'oggetto.

Immagine 1

Le forme del contenitore sono sicuramente accattivanti per la sinuosità di alcune sue curve, che rendono oltretutto l'oggetto valido anche dal punto di vista dell'ergonomia (la rastrematura centrale aiuta la presa, soprattutto se con mani presumibilmente bagnate).
Anche dal punto di vista della fattibilità, la forma scelta – presumendo che sia un solido di rotazione e le curve non cambino sul fronte e sul retro – non presenta problemi per ciò che riguarda un'eventuale realizzazione per mezzo di stampaggio ad iniezione.

Immagine 2

Dal punto di vista della resa visiva dell'immagine del contenitore, avendo lavorato con photoshop e non con un software di modellazione tridimensionale e rendering fotorealistico presenta alcuni punti deboli.
Mentre del tappo di colore bianco è stata resa una buona tridimensionalità per via dell'ombra scura sulla sinistra e dell' incavo per l'apertura, molto dettagliato e trattato correttamente dal punto di vista dell'illuminazione, il contenitore vero e proprio forse presenta delle incertezze.
Se il materiale del contenitore fosse una plastica opaca bianca o grigia, dovrebbe presentare lo stesso tipo di ombre (intensità, colore, gradiente, direzione) utilizzate nel tappo.
La parte sinistra dovrebbe essere più scura, man mano digradante verso il colore della plastica spostandosi verso il centro del contenitore.
Questo perché il contenitore ed il tappo ricevono la stessa quantità di luce, proveniente dalla stessa direzione.
Il discorso cambia se il materiale del contenitore non è perfettamente opaco, diffondente e bianco o grigio, ma se ad esempio è una plastica trslucida, simile al vetro acidato.
In questo caso, pur diventando un materiale ancora più diffondente del primo, presenterebbe una qualche leggera trasparenza, tale da permettere di intravedere il contenuto liquido.
Al di là di ciò, l'ombra sul contenitore nella sua parte alta, a destra, risulta non realistica, poiché quel punto dovrebbe essere in piena luce.

Immagine 3

Renderizzare un oggetto per mezzo di un software di fotoritocco è un lavoro complesso, che necessità grande padronanza dei mezzi offerti dal software, ma soprattutto molto esercizio di osservazione della realtà. Il compito di un grafico che voglia rappresentare in modo fotorealistico un oggetto solo tramite il fotoritocco è innanzitutto l'osservazione maniacale delle caratteristiche dei materiali nella realtà, in termini di natura, luce ed effetti congiunti fra questi due elementi.

Dal punto di vista del progetto grafico dell'etichetta ritengo assolutamente corretta la distribuzione dei testi in funzione delle loro grandezze. Innanzitutto il logo al centro, ben visibile. Sopra questo due righe di testo di una certa grandezza, e al di sotto del logo altro testo, più didascalico, di dimensioni inferiori.
Non è forse chiarissimo il rapporto fra logo e tipologia di prodotto, ossia uno shampoo alle mele verdi, di cui forse non trovo elementi all'interno della grafica.
Dal punto di vista dei font utilizzati, eviterei di scegliere font diversi ma simili allo stesso tempo.
In realtà i font scelti dall'autore sono chiaramente diversi, se osservati da vicino. Nell'insieme però la loro diversità non è immediata. Le grazie del primo font rischiano così di essere percepite più come fonte di disordine che come pregio e caratteristica di quel font.
Sarebbe forse più utile scegliere font molto diversi fra loro, o differenziare il testo modificandone grandezze e colori.

Immagine 4

Ultimo consiglio riguarda ancora la resa visiva della tridimensionalità dell'oggetto. Nella realtà l'etichetta segue le forme solide del contenitore, così come la grafica contenuta al suo interno.
Pertanto il logo ed i testi dovrebbero curvarsi per seguire concavità e convessità del contenitore, aumentando in questo modo enormemente la percezione di tridimensionalità dell'immagine nel suo insieme.

Votalo:
Tag: rendering, modellazione
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marco
26/12/2012 10:45
Allora Babbo Natale esiste ed ha ricevuto la mia richiesta! Grazie della correzione Nicola! :-)